La "Pet Terapy"
La cosiddetta “Pet Terapy” nasce nel 1953 in
America, dagli studi dello psichiatra Boris Levinson: mentre lavorava con un
bambino autistico, si rese conto che il suo cane rendeva più piacevoli le sedute
al piccolo paziente costituendo un’occasione di scambio affettivo, di gioco. L’affetto di un animale è un
efficace rimedio per combattere solitudine e depressione, mali molto diffusi
nella nostra società individualista all’eccesso; una sorta di anti-stress
naturale può anche essere elemento di “distrazione” da problemi come
l’incomunicabilità o il senso di rifiuto che spesso degenera in forme di
nevrosi e alienazione. Nel rapporto con un animale sperimentiamo una
comunicazione che avviene nelle forme più svariate; ovviamente, non potendo far
ricorso al linguaggio, il rapporto non è omologato sulle regole umane e
garantisce un effetto calmante con conseguente diminuzione della pressione
sanguigna. Possono trarre beneficio dalla vicinanza di un
animale le persone che si sentono inadeguate, hanno bisogno di allontanare i
brutti pensieri, soffrono di solitudine, temono il giudizio degli altri, hanno
difficoltà nella comunicazione con gli altri, si vergognano del proprio stato, hanno paura di confrontarsi col mondo esterno.
Problemi che interessano spesso i portatori di handicap, ma anche i normodotati: oggi uno strisciante senso di insufficienza e inadeguatezza colpisce più o meno tutti, creando condizioni di frustrazione, di angoscia e di emarginazione. L’animale nella società contemporanea tranquillizza nella sua semplicità comportamentale, nella sua spontaneità affettiva, nella mancanza di malizie, nell’incondizionata generosità , nell’incapacità di essere ipocrita. L’animale è lo spazio di fuga in un mondo che corre, che si è fatto troppo macchinoso.
Questa terapia è anche utile a chi necessita di riabilitazione motoria, come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. E' d’aiuto anche nei casi di discronia ( causata da malattie terminali o croniche o dai disagi dovuti all’età), di persone che non vivono completamente la contemporaneità. Anziani e malati spesso finiscono per isolarsi quando invece avrebbero bisogno di comunicare, di relazionarsi al mondo esterno. L’animale non li trova diversi, inutili o terminali: si rapporta con loro in modo diretto, li considera unici e insostituibili, in un eterno presente.
La terapia con gli animali non arriva a guarire, ma
si affianca ad altre forme di terapie e migliora in modo continuo e costante il
loro stato psicologico, fisico , affettivo, cognitivo e relazionale. Stimola l’attenzione, permette di stabilire un
contatto visivo e tattile, mette in atto una interazione sia dal punto di vista
comunicativo che emozionale, favorisce il rilassamento ed aiuta a controllare
ansia ed eccitazione, oltre ad essere un esercizio della manualità per chi ha
limitate capacità di movimento.
Un animale è vivo, fa compagnia , è attivo, dona e richiede affetto, da un senso al presente e alla nostra assenza. Un animale domestico da accarezza e coccolare è fonte di piacevole contatto fisico: stimola la creatività , la comunicabilità e la capacità di osservazione, soprattutto nei bambini. Per l’animale non esiste diversità, non giudica, non è in competizione, non compatisce e non ci rifiuta. Offre diverse possibilità di comunicare e vari stimoli, mette di buon umore, ma risveglia allo stesso tempo il senso di responsabilità. Il legame che si viene a creare tra uomo e animale favorisce lo sviluppo di legami basati sulla fiducia , che potranno in seguito, essere trasferiti ad altri individui: l’empatia viene poi trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani. La pet terapy si basa esclusivamente sul rapporto con l’animale, e non sull’animale in quanto tale:non è quindi considerato un semplice strumento, ma è da rispettare anche nelle sue esigenze.