Blu Oceano...
blu come il profondo mare...
blu come gli occhi del Ragdoll che ci ha fatti innamorare a prima vista.
Perchè dove c'è un gatto non c'è bisogno di nessun'altra forma d'arte.
    I Ragdoll sono Angeli,
che attraversano la nostra vita coi loro passi felpati e la colorano di fusa e gioia.
Se puoi guardare un Ragdoll nei suoi innocenti occhi azzurri, allora sai che gli Angeli possono anche avere orecchie, coda e una calda pelliccia che si abbandona al tuo abbraccio.
Ultimo Aggiornamento
11 Dicembre 2018
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La Storia
In inglese il termine RAGDOLL significa “bambola di pezza”: l’origine del nome di questo gatto, infatti, ha a che vedere con la sua straordinaria capacità di abbandonarsi completamente quando viene preso in braccio, lasciandosi andare mollemente proprio come se fosse un bambolotto di stoffa.

La storia del Ragdoll nasce a Riverside, in California, intorno al 1965, per opera della signora Ann Baker.
Nella leggenda della storia del ragdoll si narra che la capostipite sia stata sia una gatta bianca a pelo lungo, dal carattere selvatico e indipendente che viveva allo stato libero. Investita da un auto e curata amorevolmente dallo stato di coma, Josephine (questo il nome della gatta) sopravvisse all’incidente, ma con un cambiamento: il suo carattere avrebbe cominciato a modificarsi.

Abitualmente di natura piuttosto scostante, in seguito la gatta sarebbe diventata eccezionalmente docile e dolce, partorendo nidiate di gattini dall’indole straordinariamente sottomessa e inverosimilmente insensibile al dolore!

Nonostante tante affermazioni fantasiose, esperti di genetica stabilirono che la Baker fece un importante lavoro di selezione, costruendo in pochi anni la nuova razza. Sembra probabile che i primi Ragdoll siano nati dall’incrocio della mite Josephine con un gatto colourpoint, del quale non si conoscono le origini.
E' certo che dalle cucciolate che si susseguirono nel post-incidente vennero ricavati i tre gatti fondatori della razza: Daddy Warbucks, capostipite della varietà mitted (per la Ann l’originale look della razza), Buckwheat ,che diede origine alla varietà colourpoint, e Fugianna, una femmina bicolore. Questi furono i gatti capostipite di tutti i Ragdoll.

Quali siano stati i loro padri non lo sappiamo. Qualcuno sostiene che sia stato un Burmese o un Himalayano, ma è un’affermazione inesatta poiché da attenti esami genetici siamo in grado di dire che nel Ragdoll esiste il gene dominante mitted-spotting, che dà il guantaggio bianco, gene che non esiste nella razza Birmana.

E' stato solo attraverso un’accurata selezione, effettuata con incroci tra consanguinei, nel corso degli anni, che si è giunti a un patrimonio genetico stabile e ben definito.

Nel 1975 la Baker brevettò la nuova razza e chiamò il suo allevamento “Raggedy Ann Ragdolls”, ottenendo di registrare un programma di allevamento molto restrittivo, illustrato nell' associazione IRCA, che non avrebbe certo permesso la diffusione della razza.
Per nostra fortuna della sua divulgazione si fecero carico i coniugi Dayton, che fondarono l'allevamento "Blossom Time" nel 1969, con i loro primi gatti (Buddy e Ann Rosie) acquistati dalla Baker, e che non rientrarono nel suo contratto di franchising, poichè la registrazione del brevetto "ragdoll" avvenne dopo che loro acquistarono quei gatti da lei.
Certo , nel corso degli anni questa paziente coppia di allevatori dovette affrontare una lunga causa in tribunale con la Baker, ma ne valse la pena!
Dal loro allevamento derivano i ragdolls di tutto il mondo, e se oggi abbiamo della accurate registrazioni lo dobbiamo a Laura e Danny Dayton.
Essi svolsero un lavoro fondamentale e molto importante nell'allevamento e nella diffusione dei ragdolls.

E’ comunque fondamentale sfatare la leggenda secondo cui il Ragdoll sia un gatto modificato geneticamente e che sia insensibile al dolore.
Molte di queste leggende vennero sparse proprio dalla signora Baker, che avvolse la nuova razza in un alone di mistero, proprio per promuoverla commercialmente e farle pubblicità.
In passato quest’ultima convinzione, del tutto falsa, è costata cara ad alcuni ragdoll, sui quali sono stati eseguiti test che includevano raggi X, EEG, ECG, analisi dei cromosomi e persino autopsie.

E' innegabile che la razza risulti particolarmente placida e docile, ma solo perchè può vantare una più alta soglia del dolore e una buona resistenza allo stress.

Ma sono e restano gatti, gatti a tutti gli effetti, gatti fatti come tutti gli altri gatti.

Nel corso degli anni, grazie un attento programma di selezione da parte di appassionati allevatori, che si sono passati "il testimone" di allevare e far riconoscere la razza ragdoll dalle associazioni feline che ancora oggi sorprende tutti, abbiamo potuto osservare un netto miglioramento nello standard della razza, che ha reso questo gatto innegabilmente bello, molto bello.

Rimane in ogni caso un gatto ancora raro, perfino nelle mostre feline!
 
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